Vittoria al TAR: docente in gravidanza ha diritto a fare la prova concorsuale.

Il TAR ha dato ragione ad una docente in stato di gravidanza a rischio che chiedeva il differimento della prova orale. “Ha priorità la tutela della maternità non la rigidità amministrativa”. – afferma Marco Duriavig, Segretario Generale FLC CGIL di Udine.

Con questa sentenza (Sez. III, n. 00843/2026), il TAR Piemonte ha ristabilito un principio fondamentale di legalità e civiltà: il diritto di una candidata a sostenere le prove concorsuali non può essere negato in presenza di gravi motivi di salute legati alla maternità, specialmente quando è lo stesso bando di concorso a prevedere tale tutela.

La vicenda ha riguardato una docente candidata a una cattedra di ruolo con il concorso PNRR2. La docente della Provincia di Udine, a causa di gravi motivi di salute connessi allo stato di gravidanza debitamente certificati, aveva richiesto il differimento della prova orale. Nonostante il bando di concorso prevedesse esplicitamente lo spostamento della prova per questo specifico caso, l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, a capo della Commissione per il concorso, aveva rigettato l’istanza, sostenendo che la necessità di pubblicare la graduatoria entro l’inizio dell’anno scolastico 2025/2026 non consentisse recuperi. Di fronte a questa violazione, la docente è stata tutelata attraverso un’azione legale dalla FLC CGIL di Udine, con il supporto dell’avv. Debora Della Dora, che ha impugnato il diniego ottenendo pieno riconoscimento dei diritti della lavoratrice in maternità.

Il Tribunale in particolare ha accolto il ricorso evidenziando come l’amministrazione non possa ignorare le tutele previste dalla legge e dalla stessa disciplina di gara. Sono stati tre i punti principali della sentenza: 1) il diritto della candidata in maternità al differimento della prova concorsuale per motivi di salute prevale sulla celerità della procedura; 2) l’amministrazione non può limitarsi a negare il rinvio, ma deve cercare soluzioni organizzative, come l’approvazione di una graduatoria provvisoria che consenta le nomine salvaguardando il diritto della candidata a sostenere la prova in un momento successivo; 3) è stato giudicato illegittimo il comportamento dell’amministrazione che ha sacrificato un diritto di rango costituzionale, e previsto dal bando, per mere esigenze di calendario.

L’amministrazione è stata quindi condannata ad annullare gli atti illegittimi e a rifondere le spese di lite.

“Il rifiuto a rinviare la prova concorsuale per una docente con una gravidanza a rischio ci sembrava paradossale, a maggior ragione visto che era previsto dalle stesse norme concorsuali. Questa sentenza rappresenta un successo importante nella difesa delle lavoratrici della scuola. Grazie all’intervento della FLC CGIL, è stato così chiarito che la tutela della maternità non è un optional, ma un diritto che l’amministrazione deve rispettare. La FLC CGIL continuerà a battersi affinché la dignità della persona e il diritto alla salute siano sempre garantiti in ogni procedura concorsuale.” – dichiara Marco Duriavig, Segretario Generale FLC CGIL di Udine.