Riforma Istituti Tecnici: alta tensione, FLC CGIL proclama lo stato di agitazione
Il riordino degli Istituti Tecnici (Legge 79/2025) si avvia verso una fase di forte scontro sindacale. La FLC CGIL ha proclamato lo stato di agitazione per tutto il comparto Istruzione e Ricerca — inclusa la dirigenza scolastica — avviando formalmente le procedure di raffreddamento. Al centro della contestazione c’è l’imposizione di una riforma considerata “calata dall’alto”, in forte ritardo rispetto ai tempi amministrativi e priva delle necessarie coperture normative.
Il caos amministrativo: scuole al buio
La criticità principale risiede nella Nota 1397 del 19 marzo 2026, arrivata quando molte scuole avevano già pianificato i curricoli. L’obbligo di adeguarsi in tempi strettissimi sta causando un cortocircuito operativo nei Collegi Docenti, chiamati a deliberare in una condizione di “cecità”:
- Assenza del Decreto Ministeriale: Non sono ancora state definite le nuove classi di concorso per disciplina. Il ritardo nel pronunciamento del CSPI lascia i docenti nell’incertezza sulla propria titolarità e sul futuro delle proprie cattedre.
- Linee guida mancanti: Non esiste una cornice normativa chiara per il traghettamento degli studenti dal vecchio al nuovo ordinamento.
- Rischi di esubero: Il sindacato avverte che, senza certezze, il sistema SIDI rischia di cristallizzare situazioni di soprannumero a livello di singola scuola ed esubero provinciale, con effetti negativi permanenti sul personale.
Il “paradosso” dei tagli: la retorica contro i dati
La FLC CGIL punta il dito contro la contraddizione tra le finalità dichiarate dalla riforma — internazionalizzazione e potenziamento STEM — e la realtà dei quadri orari. I numeri del riordino tracciano un quadro di pesante ridimensionamento:
- Il bilancio nel quinquennio: Si prospetta una riduzione complessiva di 627 ore per le singole discipline.
- Settore Economico: A fronte della tanto declamata “vocazione internazionale”, si tagliano ore a Geografia (A-21) e Lingue straniere (A-22).
- Settore Tecnologico: Le scienze sperimentali (A-20, A-34, A-50) subiscono un taglio di 231 ore. Ancora più grave appare il destino di Tecnologia e tecniche di rappresentazione grafica (A-37), che vedono la loro presenza praticamente dimezzata.
- Colpo alle professionalizzanti: In entrambi i settori, la scure si abbatte sulle materie cardine (Diritto, Economia, Matematica), mettendo in discussione la qualità stessa della preparazione tecnica degli studenti.
La battaglia per lo slittamento al 2027/2028
Il sindacato non usa mezzi termini e chiede al Ministro Valditara di sospendere l’avvio della riforma. La richiesta di far slittare il debutto all’anno scolastico 2027/2028 non è solo una questione di tempi, ma di sostanza: serve un “serio ripensamento” sulla struttura stessa dei nuovi percorsi.
La mobilitazione è già entrata nel vivo. Dopo l’istanza presentata dalla FLC CGIL, il Ministero del Lavoro ha convocato le parti per un tentativo di conciliazione obbligatorio fissato per il 9 aprile 2026.
In quella sede, la FLC CGIL verificherà la reale volontà di dialogo del Ministero dell’Istruzione. Se le risposte sulle tutele dell’organico e sulla revisione dei curricoli dovessero mancare, il sindacato ha già preannunciato il ricorso a forme di mobilitazione più incisive, non escludendo la possibilità di uno sciopero del settore.
La FLC CGIL ribadisce che la propria posizione è dettata dalla necessità di tutelare non solo la dignità professionale di docenti e ATA, ma anche la qualità dell’offerta formativa per gli studenti, messa a rischio da una riduzione indiscriminata delle ore di lezione.
