Carta del Docente 2025/2026: come recuperare il diritto degli anni precedenti
Una vittoria a metà, un passo avanti normativo che però lascia l’amaro in bocca ai docenti. Per l’anno scolastico 2025/2026, la Carta del Docente vede un cambiamento radicale: per la prima volta l’estensione ai contratti al 30 giugno (scadenza attività didattiche) diventa strutturale, ma il prezzo da pagare è un taglio netto al valore del bonus, che scende dai classici 500 euro a soli 383 euro.
Fino allo scorso anno, l’accredito automatico era riservato esclusivamente ai docenti di ruolo e per chi aveva un contratto al 31 agosto. Grazie alle innumerevoli battaglie legali, il Ministero ha dovuto cedere, includendo nella platea dei beneficiari anche:
- Docenti con supplenza fino al 30 giugno.
- Personale educativo.
Tuttavia, il Ministero ha deciso di finanziare questa estensione non con nuove risorse, ma “spalmando” il fondo esistente su più persone. Il risultato? Un taglio di 117 euro per ogni singolo insegnante.
La riduzione dell’importo a 383 euro rappresenta un declassamento del diritto alla formazione. La FLC CGIL ha già espresso forte contrarietà a questa scelta: la formazione non è un accessorio, ma un dovere contrattuale che deve essere garantito integralmente dallo Stato. Ridurre il bonus significa limitare la possibilità di acquistare libri, software o iscriversi a corsi di aggiornamento di alto livello.
IL RICORSO
Se hai svolto supplenze al 30 giugno o al 31 agosto negli ultimi 5 anni e non hai mai ricevuto il bonus puoi ottenerlo attraverso l’azione legale.
La FLC CGIL continua la sua mobilitazione legale per garantire:
- Il recupero degli arretrati: Puoi richiedere i 500 euro per ogni anno di supplenza svolto negli ultimi 5 anni scolastici.
- Il riconoscimento dell’importo pieno: La giurisprudenza europea e nazionale parla chiaro: non devono esserci discriminazioni tra personale fisso e precario.
La FLC CGIL di Udine supporta i lavoratori nella presentazione dei ricorsi.
Per informazioni potete scrivere a flcudine@gmail.com
