Proclamato lo stato di agitazione all’IC San Daniele del Friuli: denunciate gravi disfunzioni e rischi per la salute

Le Segreterie Regionali di FLC CGIL, CISL SCUOLA, SNALS-CONFSAL e GILDA-UNAMS hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione per tutto il personale docente e ATA dell’Istituto Comprensivo di San Daniele del Friuli. La decisione arriva in seguito all’assemblea generale dello scorso 15 settembre e riflette un profondo disagio legato alla gestione della Dirigente Scolastica, dott.ssa Maria Conserva.

Le motivazioni della mobilitazione

Il documento sindacale evidenzia tre criticità principali che stanno compromettendo il clima lavorativo e la qualità dell’offerta formativa:

  • Criticità gestionali e burocrazia asfissiante: Si contestano l’eccesso di adempimenti cartacei, richieste di relazioni a carattere vessatorio, il mancato utilizzo degli strumenti digitali, il blocco delle pratiche amministrative e il rigetto ingiustificato delle domande di formazione.
  • Clima lavorativo e pressioni: Vengono denunciate pressioni psicologiche, imposizione di lavoro straordinario e l’attribuzione di compiti non previsti dal quadro contrattuale a Referenti di commissione e Funzioni Strumentali.
  • Carenza di organico e rischi per la salute: La grave scopertura di organico nei plessi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado genera un sovraccarico psico-fisico, turni spezzati e un aumento del rischio di stress lavoro-correlato (ai sensi del D.Lgs. 81/2008).

Ripercussioni sul territorio e prossimi passi

La situazione rischia di ripercuotersi negativamente sulla continuità didattica e sul diritto allo studio degli alunni nei Comuni di San Daniele del Friuli, Dignano, Ragogna e Rive d’Arcano.

I sindacati hanno trasmesso la documentazione al Prefetto di Udine, al Direttore Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia e alla Dirigente Scolastica, richiedendo l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla Legge 146/90. In assenza di risposte concrete, le organizzazioni si riservano di intraprendere ulteriori azioni di mobilitazione e tutela legale