Carta del Docente 2025/2026: Estensione ai precari, ma l’importo scende a 383 euro
Si è tenuto il 5 marzo 2026 l’incontro tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e le organizzazioni sindacali per definire le modalità della Carta del Docente per l’anno scolastico in corso. Se da un lato il provvedimento accoglie le sentenze europee includendo i precari, dall’altro introduce tagli significativi al valore del bonus.
Disponibilità e Importi
La nuova Carta sarà attivata ufficialmente da lunedì 9 marzo. A causa dell’allargamento della platea (che ora include personale educativo e docenti con supplenza annuale al 31/08 o fino al termine delle attività al 30/06), il valore del bonus subisce una drastica riduzione:
- Nuovo importo: 383 euro (contro i precedenti 500 euro).
- Hardware e Software: L’acquisto di dispositivi tecnologici sarà limitato a una sola volta ogni 4 anni.
Novità sulle spese e Fondi alle Scuole
Oltre alle consuete categorie (libri, corsi, hardware), il bonus potrà essere utilizzato anche per:
- Servizi di trasporto.
- Strumenti musicali.
- Recupero somme: I fondi erogati tramite sentenza per l’anno 2025/26, se non spesi, saranno utilizzabili anche l’anno successivo.
In parallelo, sono stati stanziati 281 milioni di euro (fondi UE) destinati alle scuole: 161 milioni per la formazione e 120 milioni per l’acquisto di dispositivi informatici da concedere in comodato d’uso ai docenti.
La FLC CGIL hanno espresso un parere fortemente negativo su diversi punti della manovra:
- Il “gioco a somma zero”: L’estensione dei diritti ai precari viene finanziata tagliando il budget degli altri docenti, anziché con investimenti aggiuntivi.
- Ritardi inaccettabili: Attivare il bonus a marzo, ad anno scolastico quasi concluso, limita fortemente l’efficacia del diritto alla formazione.
- Vincolo quadriennale Tech: La limitazione sull’acquisto di PC e tablet ogni 4 anni è considerata anacronistica rispetto alla rapidità dell’evoluzione tecnologica.
- Esclusione Personale ATA: Nonostante le promesse, il personale tecnico-amministrativo resta escluso dal beneficio, pur dovendo gestire il carico burocratico dei nuovi fondi europei.
