Accordo sul Contratto Dirigenti Scolastici: Nuove Retribuzioni e Valutazione
Si è conclusa l’11 settembre al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) la trattativa per il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) relativo alla retribuzione di posizione (parte variabile) e di risultato per l’anno scolastico 2024/2025. Nonostante la conclusione tardiva, l’accordo porta con sé diverse novità importanti per i dirigenti scolastici.
Retribuzione di Posizione: Aumenti e Reggenze
Il nuovo contratto prevede un aumento della retribuzione di posizione (parte variabile) a partire dal 1° settembre 2024, finanziato dagli aumenti contrattuali confluiti nel FUN (Fondo Unico Nazionale) e da un ulteriore stanziamento di 3 milioni di euro. Gli aumenti mensili lordi sono i seguenti:
- Fascia I: aumento di 34,61 € (da 21.600 a 22.050 € annui)
- Fascia II: aumento di 38,46 € (da 17.600 a 18.100 € annui)
- Fascia III: aumento di 42,30 € (da 13.600 a 14.150 € annui)
Questi incrementi mantengono inalterato il divario retributivo tra le diverse fasce. L’accordo ha confermato anche che la quota della retribuzione di posizione (quota pensionabile) non supererà l’85% del FUN, garantendo che il 15% minimo rimanga per la retribuzione di risultato.
Per quanto riguarda le reggenze, gli importi rimangono confermati all’80% della retribuzione di parte variabile della fascia di appartenenza della scuola:
- Reggenza Scuola I Fascia: 17.640,00 €
- Reggenza Scuola II Fascia: 14.480,00 €
- Reggenza Scuola III Fascia: 11.640,00 €
Un’importante novità riguarda i dirigenti scolastici all’estero, che dal prossimo anno scolastico manterranno la retribuzione di posizione in godimento al momento dell’assegnazione. Questa clausola, prevista dal CCNL 2019/2021, mette fine a una lunga serie di contenziosi e proteste.
Nuovo Sistema di Valutazione e Retribuzione di Risultato
Il CCNI 2024/2025 è il primo a legare la retribuzione di risultato al nuovo sistema di valutazione. La valutazione finale terrà conto dei punteggi attribuiti ai target della piattaforma nazionale (massimo 80 punti) e dell’apprezzamento dei comportamenti professionali da parte dei direttori generali (massimo 20 punti).
Solo dopo la conclusione di questa procedura, prevista entro novembre 2025, i dirigenti scolastici conosceranno il loro punteggio totale e il livello retributivo. Una differenza economica del 10% sarà applicata tra i diversi livelli di valutazione.
Maggiorazione della Retribuzione: I Criteri
L’accordo stabilisce che solo il 5% dei dirigenti scolastici a livello nazionale riceverà una maggiorazione del 30% del valore medio del risultato. La trattativa sui criteri per l’accesso a questa maggiorazione in caso di parità di punteggio è stata particolarmente complessa.
Dopo l’iniziale proposta del Ministero di considerare la percentuale di impegno sui fondi PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che ha incontrato la ferma opposizione della FLC CGIL, si è arrivati a un compromesso. Il criterio principale in caso di parità sarà il punteggio assoluto del grado di complessità della scuola di titolarità. Solo in un caso improbabile di ulteriore parità, verranno considerati i fondi PNRR, l’anzianità di servizio e l’anzianità anagrafica.
La FLC CGIL ha espresso una ferma contrarietà all’uso dei dati PNRR come criterio premiale, sottolineando le criticità legate all’attuazione del piano. A conclusione della trattativa, ha inoltre ribadito in una nota a verbale il proprio giudizio “profondamente negativo” sul nuovo sistema di valutazione e ha chiesto una sua revisione sostanziale.
