Referendum costituzionale, perché la Cgil si schiera per il No

Un Senato non rappresentativo delle Regioni, peraltro con risparmi trascurabili nella spesa, una restrizione degli spazi di rapresentanza e delle garanzie delle minoranze, un’eccessiva centralizzazione delle competenze legislative, a danno delle Regioni, e lo sbilanciamento dei poteri in mano al Governo. Queste, per la Cgil, le principali ragioni per bocciare la riforma costituzionale al referendum del 4 dicembre. Nell’ordine del giorno approvato dall’assemblea nazionale Cgil del 7-8 ottobre l’analisi complessiva della riforma e le critiche a una legge elettorale che, pur non facendone parte, è stata approvata dalla stessa maggioranza che la sostiene e che rischia, soprattutto, di affidare il Governo del Paese a un solo partito, anche se poco rappresentativo dell’elettorato.

LE RAGIONI DEL NO